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Saranno famosi online

Sbirciando tra i meandri dei Social Network gestiti da volti famosi mi sono imbattuta in un personaggio tra i più conosciuti della rete e che, dalla cibersfera, ha ricevuto gran parte del consenso di cui dispone al momento. Il suo blog è il più visitato d’Italia e tra i più visitati al mondo e il suo umore, politicamente impegnato, si diffonde in rete come una macchia d’olio.

Sto parlando del mitico comico genovese, Beppe Grillo, il quale, come ogni internauta ad hoc, si è ha aperto alle principali Reti Sociali: Facebook e Twitter.

Ma essere presente nei Social Network a volte non basta. Saper creare una buona e vera comunicazione con gli utenti delle rispettive comunità in rete, in cui Twitter si presenta nuovamente come l’eterno sconosciuto, anche per un veterano del web 2.0 come il Grillo nazionale, non è sempre così facile e banale, al contrario, spesso si necessitano ore di attenta pianificazione.

Il potenziale del profilo di Beppe Grillo in Twitter, infatti, è un chiaro esempio di come i Social Network continuano ad essere utilizzati erroneamente, anche da esperti del web, e rappresenta lo spreco di opportunità comunicative che potrebbero ampliare ulteriormente gli orizzonti del ciberspazio di un progetto o di un messaggio come quello di Grillo.

Le reti sociali, grandi punti nevralgici di comunicazione orizzontale e bidirezionale, hanno un senso solo se utilizzate per comunicare, quindi, assurdo è un profilo in Twitter in cui si possiedono 21.915 Followers (persone iscritte al profilo e che seguono tutte le attualizzazioni del mismo nel loro “muro”) e zero Following (persone seguite di cui si ricevono gli aggiornamenti dei rispettivi profili).

Certo molti utenti, tra i 21.915 followers, saranno sicuramente poco interessanti e poco attivi, ma che zero spaccato sia il numero dei seguiti (following) da Grillo sembra poco probabile. Possibile che nessuna di queste persone sia degna di essere a sua volta letta?

Non si può ignorare inoltre che ogni Social Network è un mondo e, per questo motivo, l’attività in ogni rete deve essere il più possibile unica e originale oltre a seguire regole di comunicazione proprie della Rete Sociale in questione. Così come tutti noi sappiamo che a teatro e al cinema dobbiamo evitare di far suonare i cellulari e di parlare a voce alta, allo stesso modo i Social Network dispongono di semplici regole di comportamento che è sempre bene conoscere per non fare brutta figura. Vero Grillo?

Beh, speriamo che il zenese legga volentieri questo post e lo prenda per quello che è, uno stimolo positivo e non una critica sterile. Una cosa è certa, bisogna studiaaaaare, e Twitteare un po’ di più, non come il comico 😉